“E TUTTI CU BONA FEDI VIVA, VIVA SAN CRISTOFORU VIVA!”

San Cristoforo per le vie di Canneto, in una carrellata di foto dell’anno 2010. Lui “portatore di Cristo”, conduca “a Cristo” i nostri passi con la gioia di chi, alla ricerca del più grande da servire, sperimenta nella forza di quel Bambino, il “peso di un Amore” che si dona senza riserve

Imponente ed austera, con sguardo dolce dipinto sul volto, l’immagine lignea del Santo Patrono di Canneto, è certamente scolpita nei cuori di quanti, vicini e lontani, Cannetari e non, con fede e devozione, colgono nella sua storia risposte e, ancor meglio, profondi interrogativi che scavano nell’animo dell’uomo di ogni tempo.

Sappiamo bene che, la sera del 25 Luglio, la statua del Santo protettore di viandanti ed automobilisti non varcherà il portone della Basilica, non sarà condotta processionalmente per strada, non sarà possibile stringersi intorno ad essa col fervore  di sempre e, ovviamente, niente musica, bancarelle, spettacoli e fuochi d’artificio a far da cornice: nulla di ciò che nella nostra memoria era ormai un consuetudinario appuntamento annuale.

Eppure, Cristoforo (così mi piace parlarne, come se fosse un amico!) con la sua storia  fatta di ricerca, errori, delusioni, tenacia, scoperta del servizio, rinascita ed esperienza di Cristo fino al martirio, davvero è in sintonia con il periodo storico che stiamo vivendo, esortando a cercare e vivere l’essenziale che rifiuta quel “tanto e troppo” che distoglie, spesso, da ciò che davvero conta. Non lo vedremo per strada con quel Bimbo in spalla e ci mancherà il suo venirci incontro con sguardo fraterno, paterno, amichevole, quasi complice, di chi viene a trovarti e porta con sé qualcosa di bello e buono che desidera condividere, chiedendoti poi di seguirlo. La nostalgia del passato avrà il sopravvento o può essere un’occasione per riflettere e trarre da questo “vuoto” un senso che “riempie” il cuore e la storia? Certo che può, anzi, deve!

Ma chi è davvero “oggi” (per me e per te) quel Cristoforo che i nostri avi portavano in spalla, per le vie di Canneto, nel giorno di festa?

Cristoforo ci invita, ancor di più in questo tempo complesso, a guardare a Lui come esempio e non come modello lontano ed irraggiungibile; ci ricorda che la santità non è da supereroi, ma  espressione di un vissuto permeato di pace, dialogo, servizio e condivisione; ci dona di sperimentare che la storia di un cristiano è fatta di piccoli gesti, piccoli passi e piccoli frammenti di quotidiano che non sono banale e vigliacco trascinarsi nel tempo, ma esprimono la capacità dell’uomo di cogliere e saper valorizzare, con semplicità ed umile agire, tutto ciò che di  meraviglioso Dio concede al suo cuore; ricorda che non spetta solo a lui portare Gesù, ma è un compito che impegna tutti e ciascuno, con fede e coerenza, con quella “forza” che sostiene, incoraggia, edifica, realizza, non demolisce perché desidera portare a compimento; ci dona di prendere in mano la nostra vita e farci strada lungo il pellegrinaggio terreno tra buche e sassi di incertezze e timori, sapendo di avere accanto la sua paterna presenza e da “portatore di Cristo” possa scuotere ogni cuore per “portarlo a Cristo”: il suo messaggio vivo e concreto si incastra, come un prezioso tassello, tra le crepe della nostra storia per suscitare il desiderio di percorrere la Via tracciata da Gesù che desidera incontrare l’uomo, annunciando la Verità che restituisce contenuto, senso e dignità alla Vita.

La sua “assenza” per le nostre strade sarà un “dono” se riusciremo a dare a questo “segno mancato” il giusto significato, se ci spronerà a fare “le sue veci” di portatori di Cristo con costanza e consapevolezza, se ci darà di abbandonare le comode posizioni e sporcarci le mani per una buona causa, lasciar perdere il superfluo per cercare l’indispensabile, se non si “assembreranno” ai suoi piedi solo ceri ma davvero la forza del suo vivere a servizio del prossimo, accenderà qualcosa “dentro”, donando di sperimentare la sua stessa meraviglia nell’incontrare quel piccolo Bimbo che, col peso di un Amore immenso caricatogli sulle spalle, aveva ribaltato ogni sua visione e falsa certezza.

Allora sarà davvero festa! Allora sarà bello imprimere i suoi passi nella nostra vita, alla ricerca del più grande da servire che cela in sé la tenerezza di un Bambino, sentirlo vivo e presente in ogni impronta sul terreno che conduce all’altro per portare un messaggio di vita e speranza, che non appartiene ad un passato remoto, ma è intessuto e radicato nel nostro presente… mentre nei cuori farà eco all’unisono: “E tutti cu bona fedi viva, Viva San Cristoforu Viva!”

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